“La passione è il motore della ricerca”

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“La passione è il motore della fisica”. Dalla ricerca al Cern alle imprese, i consigli della professoressa Felici

Ma per chi è mosso dalla passione, il Cern è come un parco giochi dove incuriosirsi: “Un luogo dove si investe nella comunicazione della scienza e nella formazione dei giovani” sottolinea la professoressa del Calzecchi Onesti.

FERMO – “La Fisica è una materia estremamente difficile, non a caso negli istituti superiori l’unico che fa un corso completo su 5 anni è il liceo Scientifico”. Ed è il Calzecchi Onesti che è arrivato, tappa dopo tappa (leggi), al Cern di Ginevra accompagnato dalla professoressa Maria Rita felici.

“Quando siamo arrivati al Cern – prosegue la Felici – ci siamo trovati di fronte a una enorme sfera di legno, non certo bella. Intorno edifici grigi, tutti uguali e assolutamente indistinguibili. Dopo un passaggio obbligato alle mostre interattive, gli alunni armeggiavano tra le postazioni e devo dire che erano molto più bravi di me nel far collidere virtualmente le particelle”.

Purtroppo, la caverna di Atlas, dove passa il grande anello di accumulazione, è rimasta una chimera: “Le sezioni sperimentali non sono aperte a tutti, si per le persone sia per gli apparati che potrebbero danneggiarsi. Ma del resto, considerando che i giovani sono cresciuti con una cinematografia a effetti speciali c’è il rischio che anche sotto, nella caverna, rimangano indifferenti”.

Ma per chi è mosso dalla passione, il Cern è come un parco giochi dove incuriosirsi: “Un luogo dove si investe nella comunicazione della scienza e nella formazione dei giovani. E questa attività, qui, nel più grande laboratorio sperimentale del mondo, passa attraverso gli occhi e le parole di giovani ricercatori, in qualche caso dottorandi, di pochi anni più grandi dei nostri alunni” ribadisce la prof.

Che rassicura i suoi alunni: “A livello universitario la Fisica ha moltissimi agganci con il mondo imprenditoriale ma con un “certo” mondo imprenditoriale. Ad esempio le nanotecnologie o lo sviluppo di apparati per la diagnostica medica o per la radioterapia”. Certo, non è semplice restare in zona “perché le nostre imprese locali non sono in prima linea nell’innovazione tecnologica”.

Resta il sogno Cern, come l’Infn: “Per studiare fisica bene i luoghi non mancano: Pisa-Roma-Trieste-Camerino. Ogni luogo per un motivo, una specializzazione, un percorso diverso. Ma per ogni posto c’è un requisito chiave, quello che abbiamo ritrovato nei ricercatori: la loro “insana e assoluta” passione per la scienza”.

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